Investire costantemente, arricchire di nuovi tasselli il già vasto quadro, completare il proprio cammino passo dopo passo. In un periodo ancora gravato da pesanti incertezze, Cuzziol GrandiVini si muove in questa direzione e al tasting annuale organizzato all’Excelsior Gallia Hotel di Milano si è respirata un'atmosfera frizzante: curiosa, esplorativa, mai soddisfatta, perché si sa che c’è sempre un mercato da ampliare, a partire dai giovani. Del resto, il percorso di crescita passa dal raddoppio di quest’evento: la versione milanese è stata preceduta da quella romana.
A Milano incontriamo l’amministratore unico dell’azienda di Santa Lucia di Piave, Luca Cuzziol, dopo una giornata condivisa con le aziende italiane ed estere, queste ultime cresciute appunto di non poche unità.
Prima qualche numero. Il 2023 si è concluso con un fatturato di oltre 25 milioni e mezzo di euro contro i 24 milioni e 341mila euro del 2022: +4,9%. Un momento definito buono, pur con tutti i problemi che affliggono il mondo del vino. Il dato Ebitda si conferma stabile all’11,10. L’azienda conta un team di 30 persone, opera attraverso oltre 6.900 clienti su tutto il territorio nazionale, distribuisce 43 aziende italiane e 90 estere per un totale di circa 2 milioni di bottiglie consegnate nel 2023. Ma è vero che l’anno appena concluso ha anche registrato un secondo semestre in contrazione, in particolare nel mercato Horeca che è il primo riferimento dell’azienda.
«È indubbio che rispetto a un 2023 che si è chiuso abbastanza bene, con una leggera crescita, e con dati economici buoni - osserva Cuzziol – entriamo in un 2024 che si dovrà confrontare ad esempio con le elezioni americane… Perché dico così? Se gli Stati Uniti non ci ritirano il Barolo o il Chianti Classico, qui ne paghiamo in parte le conseguenze. Poi con il Regno Unito impantanato nella Brexit e la Germania in recessione… Non ci aspetta un periodo facile». Eppure si investe, senza esitazione, consci del fatto che questa sia la strada: «Certo, in azienda l’abbiamo fatto nel marketing, con nuove risorse, tre persone in più. Come abbiamo cercato di completare il catalogo per renderlo più appetibile».
Sul versante nazionale, ingresso intrigante è quello di
Colpaola, «ci interessava, perché è un
Verdicchio di montagna, a 650 metri». Una storia di famiglia, quella dei
Porcarelli, che sboccia alla fine degli anni ‘60 quando il nonno prende in affitto per la prima volta i terreni della tenuta. Poi tocca a
Piero, infine a
Francesco e a sua moglie
Stefania. Una scelta che si lega profondamente al
Verdicchio di Matelica e che sposa il metodo biologico: abbiamo potuto apprezzare la bevibilità, non banale, dell’annata 2022, che conferma la convinzione che la longevità sia un’ottima carta da giocare. Sempre con questo vitigno, si produce anche
Càlilla, vino spumante metodo charmat lungo.
In Abruzzo altro importante segnale con
Fontefico e anche qui è una famiglia a crederci.
Emanuele e
Nicola Altieri sono carichi di entusiasmo e spiegano a loro volta come entrare a far parte di
Cuzziol significhi poter avanzare nel mercato in maniera più capillare. Attenzione all’ambiente e creatività anche in nome ed etichette: dal
Titinge Montepulciano d’Abruzzo Riserva, al
Fossimatto Cerasuolo d’Abruzzo Superiore, passando per
La Canaglia Pecorino Superiore (così ribattezzato perché il vigneto tanto fa faticare con rese estremamente basse, quanto sa offrire un vino di note aromatiche in evoluzione e notevoli mineralità e freschezza).
Per l’Italia entra inoltre in portfolio Giuseppe Vezzoli – azienda già distribuita nel Nordest da un decennio – a completare la già significativa gamma della Franciacorta.
Non meno affascinante la filosofia che ha guidato nelle scelte oltre confine. «Sull’estero – precisa
Luca Cuzziol - si è voluto andare nel nuovo mondo in un’ottica non degli anni Ottanta, in cui si cercava un vino esotico, ma guardando al territorio, con tre aree diverse in Australia e lavorando su
Pinot Nero e
Chardonnay, vitigni che ci sono più consoni». Tornando in Europa, si è proseguito in Francia, «dove siamo abbastanza affollati, ma siamo andati in Corsica, per un bianco
Vermentino. Noi oggi vendiamo il 70% di bianco quanto a vini fermi». Si approda quindi a
Clos Culombu di cui abbiamo degustato
Ribbe Rosse 2021 Vermentinu: un vino piacevole “al mare” e un’azienda che crede nel biologico e vuole coccolare i clienti italiani.
Ancora, in Austria si affaccia Loimer e si bussa anche in Germania, in un’azienda di spumanti tedesca «perché ci mancava l’Assia, la Griesel&Compagnie».
È questa la visione del distributore secondo Luca Cuzziol: «Deve portare novità, messaggi, come il vecchio mercante di spezie». E con lo sguardo al futuro: «Dobbiamo puntare sui giovani, per due motivi. Primo, perché dobbiamo essere coerenti e non ipocriti, il futuro è realmente dei giovani e dobbiamo lasciarlo in mano a loro. Secondo, c’è un grande problema e se ne parla poco: i giovani bevono sempre meno vino, a vantaggio di spirits e altri alcolici. Puntare su di loro vuol dire intanto formare "ambasciatori" che possano farsi interlocutori presso i loro coetanei in modo certo più credibile di chi ha i capelli bianchi. In secondo luogo, vuol dire sviluppare una coscienza maggiore di quello che quella generazione sta cercando».
Per concludere, tra gli altri inserimenti esteri nel catalogo Cuzziol GrandiVini registriamo Roy-Prevostat, D.ne Derey Frères, D.ne Heresztyn-Mazzini, Domaine Buisson, Domaine Gilles Guerrin. Ancora, spostandosi di continente, in America, The Mascot. Infine in Australia Xanadu, Mount Langi Ghiran, Yering Station.