Lorenzo ha dieci anni, è cintura gialla di judo, tifa Napoli più forte che può e ha una maglia firmata da Pepe Reina che tiene più grande degli occhi suoi. Da grande sogna di diventare portiere. A parare colpi ha cominciato a sette mesi e mezzo, quando mamma Fortuna lo portò in ospedale in fin di vita. Un intervento d'urgenza al Santobono di Napoli lo rimise al mondo. Per tre anni Lorenzo ha fronteggiato i sintomi di una disfunzione genetica dell'intestino, al fianco di quel chirurgo pediatra che per primo gli diagnosticò la malattia di Hirschsprung. Acqua passata, quasi del tutto.
Fortuna Rapesta, la mamma di
Lorenzo, è nata a Vico Equense e cresciuta con
Gennaro Esposito e
Vittoria Aiello, quando
Torre del Saracino non era ancora nemmeno un progetto. «Quando mio figlio si è ammalato ho ricevuto una telefonata da
Gennaro e
Vittoria, mi dissero che volevano fare qualcosa di serio per aiutarci», correva l'anno 2010,
Festa a Vico era un raduno gaudente per alfieri dell'alta ristorazione. La svolta solidale è arrivata con
Lorenzo: da sette anni in qua tutto il ricavato della festa più felice della cucina italiana viene devoluto in beneficenza. Fra i destinatari storici dell'evento c'è l'associazione
Sos Santobono di Napoli, fondata dal chirurgo pediatra
Antonino Tramontano, il primo ad operare
Lorenzo. Di bambini al Santobono ne passano 100mila all'anno. L'ospedale conta 430 posti letto e due reparti nuovi di zecca costruiti in otto anni: grazie ai 418.916 euro raccolti da
Festa a Vico, una parte della somma a molti zeri destinata alle onlus.

Il chirurgo pediatra Antonino Tramontano
Gennarino, Vittoria e l'ospedale. Questo
Antonino Tramontano è un omone lungo un metro e ottantaquattro centimetri, 66 anni, 41 dei quali trascorsi nel Santobono, l'ospedaletto del Vomero che ha saputo conquistarsi la fama di presidio all'avanguardia in chirurgia pediatrica non solo per il Centro-Sud. «Fondammo l'associazione nel 2003, non avevamo gli strumenti per affrontare tutte le emergenze e capimmo che un ospedale pubblico, da solo, non ce la può fare».
Lorenzo è il trait d'union fra il mondo dell'alta ristorazione e la onlus partenopea: «
Gennaro Esposito, Vittoria Aiello e
Festa a Vico hanno gettato sulla nostra associazione un faro di visibilità straordinario, innescando un circolo virtuoso a catena che non finisce più».

I fondi raccolti da Festa a Vico
Otto edizioni di Festa a Vico, 418.916 euro al Santobono. «Se il Santobono chiede un albero di Natale, adesso ne arrivano dieci d'un botto: basta un post sui social - spiega
Emanuela Capuano, fund rising per l'associazione
Santobono - Nel 2010 da
Festa a Vico sono arrivati 30mila euro, abbiamo realizzato una
Syncope unit per il reparto di Cardiologia, che consente di individuare le sincopi e prevenire le morti bianche dei bimbi», il primo apparecchio del genere a varcare la soglia di un ospedale italiano. Dal 2011 al 2015 con i fondi in arrivo da
Festa a Vico il Santobono ha realizzato la cosiddetta Piastra Neonatale: l'ospedale si è dotato di una Terapia intensiva con 12 postazioni per gli interventi d'urgenza e 23 per la patologia neonatale. Nel 2016 viene acquistata una colonna endoscopica: per estrarre corpi estranei di quelli che i bambini ingoiano per accidente. Ma anche i tumori.

Il reparto di terapia intensiva neonatale costruito con i fondi di Festa a Vico
Stelle, cene e colori ad acqua. Mentre i venti chef apparecchiano la
Cena delle Stelle al
Bikini per la notte più glamour della costiera, la
Sos Santobono assolda la sceneggiatrice
Barbara Simonetti che ridipinge con colori ad acqua le mura del reparto dove compaiono personaggi e storie concepite per accompagnare le degenze dei bambini, possibilmente fino alla guarigione. Quando l'armata di chef prende posto fra i negozi di Vico Equense mettendo in scena la
Repubblica del cibo, nell'ospedale del Vomero vengono acquistati i “comodoni”: armadietti di giorno, letti apribili di notte, destinati alla mamme finalmente emancipate dalla costrizione di accudire i figli malati sopportando lunghe veglie notturne su sedie e sdraio di fortuna. «Con i 74.811 euro arrivati da Vico nel 2015 abbiamo realizzato il progetto Uta – spiega
Tramontano – Lo abbiamo chiamato il respiro della vita, una unità di trattamento dell'aria ad alta tecnologia per gli ambienti della Piastra neonatale: l'aria in circolo viene depurata e rimessa nell'ambiente al netto di impurità e batteri». Obiettivo dell'edizione numero 15 di
Festa a Vico, acquistare un microscopio operatore: «Serve per ricostruire il palato dei bambini affetti da malformazioni congenite di labbro e palato, ci consente di rimettere i muscoli a posto con precisione millimetrica e aiutare i bimbi a crescere senza dannosi difetti di pronuncia», spiega
Marcello Zamparelli, chirurgo pediatra plastico.

Vittoria Aiello con Antonino Tramontano

Gino Sorbillo, Franco Pepe, Salvatore Salvo e Francesco Salvo posano, sotto le insegne di One Pizza, per il calendario che è stato realizzato per costruire il reparto Rianimazione del Santobono
San Gennarino e il circolo degli amici del Santobono. Nel frattempo Sky, il canale dei master chef, ha regalato al Santobono otto canali per bambini,
Niko Romito ha organizzato una cena al
Reale, il
San Pietro di Positano fa altrettanto a scadenze fisse ora con
Alfonso Iaccarino ora con
Valeria Piccini, l'
Accademia dei maestri pasticcieri idem. I pizzaioli di Napoli invece, riuniti sotto le insegne di
One Pizza ci hanno messo la faccia su un calendario, obiettivo costruire il reparto Rianimazione del Santobono (leggi
Pizzaioli dal cuore d'oro, di
Paolo Marchi). Il miracolo vero insomma, quello che solo san
Gennarino Esposito, è che la solidarietà è diventata prassi tutto l'anno, anche quando i riflettori della Festa sono spenti.
Antonino Tramontano, tuttavia, confessa: è lui il grande assente di tutte le cene. «Lo dico con rammarico, non posso fare tardi la sera perché al mattino devo alzarmi presto per lavorare. Ma una cosa in comune con i cuochi noi chirurghi ce l'abbiamo...». Cosa? Semplice: «Siamo artigiani, lavoriamo con le mani». Artigiani. Mica artisti.
Postille. Il dirigente medico l'anno prossimo andrà in pensione e il sogno di creare un ospedale a misura di bambino è realizzato solo in parte. Dunque, sotto a chi toque.